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19-04-2024 PELLEGRINAGGIO A MONTSERRAT


Sveglia da incubo, peggio di un campo di addestramento. Cappellino? Check. Borracce? Check. Il cane? Ah, sì, preso. E poi via, come soldati verso Monistrol de Montserrat, il nostro punto di partenza per la marcia. 

Attraversiamo il paese, sotto gli sguardi degli abitanti, che ci fissano . Non sono abituati a vedere gente che cammina; tutti gli altri sono troppo pigri e  prendono il treno a cremagliera.
Il percorso: GR 5, una passeggiata di 4 km che si trasforma in 1 ora e 40 minuti, con un dislivello di 660 metri. Pronti? Macché. Ma lo facciamo? Certo. 

Inizia la tortura con una serie infinita di gradoni, costruiti apposta per farti esplodere i polmoni. Il sentiero prosegue con la sua semplicità, su terra e sassi, mentre il dislivello cresce, lento e sadico. Il panorama si apre, offrendo una vista sulla valle.

I cartelli lungo il percorso ti prendono in giro, indicandoti la via come se potessi perderti.  Ma non c’è scampo. Il caldo ci attanaglia, e ci fermiamo per brevi pause, cercando di posticipare l’inevitabile. Poi, l’odore di fogna ci colpisce, un saluto dai tubi di scarico, il tributo che paghiamo per il turismo. Quando finalmente pensi di averla fatta franca, ecco che ti sbattono in faccia un’altra serie di gradini, prima della vetta.


Il monte Montserrat? Una vera bellezza. Il suo nome, ‘montagna seghettata’, gli si addice perfettamente. Ma in cima, la magia svanisce. Turisti freschi e riposati, appena scesi dai loro pulmini, invadono il tuo spazio, mentre tu, sudato e sfinito, cerchi invano un angolo di pace. L’abbazia è un mostro di pietra che non sa dove finisce la montagna e dove inizia lei. La guardi da fuori, sapendo che non ti lasceranno entrare con il cane; ti rimangono solo le storie che circolano: è un santuario di pellegrinaggio per la statua della Vergine Nera, scolpita e poi miracolosamente ritrovata da bambini pastori in una grotta della montagna. Fu il Papa a conferirle il titolo di Patrona della Catalogna.
Dopo aver vagato tra le bancarelle di prodotti locali e i giardini, decidi che è abbastanza. Questo posto, un tempo sacro, ora non è più che un centro commerciale a cielo aperto. Un peccato, davvero. Ma almeno la camminata ti regala una vista che ti fa sentire come un pellegrino di un tempo, quelli che si arrampicavano sulla montagna per essere accolti dall’imponenza di Montserrat, altrimenti in breve sarebbe già un ricordo sbiadito.

Decidiamo di scendere, la strada del ritorno ci chiama. Meno faticosa. Riposati, ma non ristorati, lasciamo la montagna alle spalle e ci dirigiamo verso il mare, a Vilanova i La Geltrú. Un’area camper che presto diventerà a pagamento, perfetta per gente come noi, in cerca di un posto per la notte. La sera finisce con una passeggiata con Axel, lungo il mare. Il posto sembra tranquillo, ma chissà cosa ci riserverà il domani.

Continua il viaggio: ci vediamo domani alle 17:00 per una nuova puntata dal titolo: "STEREOTIPI ALL'ITALIANA"


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