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23\3\24 SOTTO LE STELLE DI SANT'EGIDIO

 
"Di notte, un parcheggio comunale per camper diventa il nostro rifugio, completo di servizi.


Decidiamo di concederci un po’ di tempo. È importante ricordarci di rallentare, nonostante sia difficile dopo aver sempre corso per conquistare ogni attimo di libertà. Ogni momento merita di essere vissuto pienamente; altrimenti, si finisce per ottenere sempre gli stessi risultati. Dobbiamo fissarcelo bene in mente.

Il nostro camper è un piccolo inferno su ruote: tra peli di cane, polvere e terra, bisogna sistemarlo continuamente. È fondamentale fingere di vivere in un ambiente ‘decoroso’, anche se nessuno ci guarda. Carichiamo i nostri giocattoli elettronici e gettiamo al vento del web alcune delle nostre preziose inutilità, nella vana speranza che qualcuno le raccolga. Abbiamo persino scherzato sull’idea di vendere il cane, ma chi lo vorrebbe? Sarebbe più facile vendere la nostra anima.

Io ho scelto di abbandonarmi all’aspetto selvaggio, rifiutando ogni strumento di civiltà come forbici o rasoi, fino a quando non avrò dimenticato il mio aspetto. Chiara, invece, ha dichiarato guerra a ogni pelo superfluo, e io, nel ruolo dell’estetista di strada, ho scoperto nuovi orizzonti dell’intimità. Dopo 12 anni, ci si sorprende ancora, e non sempre piacevolmente.

La città? Un insieme di case con una chiesa dedicata a Sant’Egidio, che dà il nome al paese. La cripta è un luogo di pellegrinaggio, soprattutto per le donne che desiderano rimanere incinte o che hanno problemi di infertilità.



E Axel in tutto questo? Si diverte con le fontanelle. Un patetico tentativo di afferrare qualcosa che non può essere catturato. Con l’entusiasmo di un idiota, si lancia in una danza tra gli spruzzi.

  Domani partiremo all’alba, cercando di portare via più acqua possibile.

Abbiamo risolto il problema dello scarico con un secchio, perché a volte la soluzione più semplice è anche la più umiliante. E meno male che abbiamo portato i guanti di gomma; non si sa mai cosa si debba affrontare. Questo viaggio doveva essere un’epopea sociale, ma finora abbiamo incontrato persone incapaci di una parola o di un gesto umano. Forse il problema siamo noi. All’orizzonte, il mare e Carcassonne ci attendono."

“Continua il viaggio: ci vediamo domani alle 17:00 per una nuova puntata dal titolo:” inquietudine: Da Montpellier a Sète"



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