Passa ai contenuti principali

24\03\2024 INQUIETUDINE: DA MONTPELLIER A SÈTE

  

 La nostra avventura di oggi ci ha portati verso Montpellier. Al nostro arrivo, abbiamo scoperto che il parcheggio prescelto era chiuso per lavori. Gli altri parcheggi, noti per essere teatro di furti secondo i commenti, non erano un’opzione. Poco dopo, abbiamo scovato un angolo di strada apparentemente tranquillo in una zona residenziale, ma l’ansia ci ha assalito. Ci siamo detti con rassegnazione: ‘Se deve succedere, che succeda’, però ogni passo avanti era un passo verso l’angoscia. 

Avvicinandoci al centro, il degrado si faceva più evidente: persone disorientate, spacciatori, tossicodipendenti. Un mosaico di emarginati, la classe dimenticata, coloro che non hanno nulla da perdere. Normalmente, provo più empatia per loro che per chiunque altro, ma in quel momento, sentivamo di avere qualcosa da perdere e sarebbe stato come fallire in partenza. Non volevamo affrontare la rottura di un finestrino per oggetti che non valevano un centesimo, ma erano indispensabili per noi, e tutto questo era molto, troppo vicino al nostro parcheggio.

Abbiamo visitato la città con lo sguardo di chi controlla l’orologio, osservando le principali attrazioni. Nel cuore di Montpellier, ho notato luoghi interessanti: belle piazze, un acquedotto romano perfettamente conservato, una cattedrale affascinante. Tuttavia, non siamo riusciti a goderci appieno queste meraviglie, fissati com’eravamo sull’idea di scasso e rapina. La visita è durata un paio d’ore, anche se la città valeva di essere scoperta.

 Tornando al camper, alcuni individui poco raccomandabili cercavano di attirare la nostra attenzione con fischi e richiami da mercato, tentando di venderci la loro ‘roba’. Forse erano professionisti nel loro campo, ma a noi non importava. Ogni incontro con loro era come guardare attraverso una finestra sporca in un altro mondo. Abbiamo chiuso le tende e siamo andati avanti.

Il camper era lì, intatto; dopo un sospiro di sollievo, abbiamo preso il largo verso Sète. Prima, però, una piccola deviazione per una pausa pranzo a Frontignan tra mare, saline e fenicotteri, e il vento che giocava con Axel, libero e felice. Al poveraccio, a forza di rotolarsi in ogni dove, si erano attaccati sulle orecchie e sul musetto dei piccoli parassiti, zecche, facilmente rimossi con precisione chirurgica. Ci siamo rimessi in viaggio.

Arrivati a destinazione, abbiamo trovato un posto piacevole per sostare, lungo un canale, circondati da altri camper. La città sembra promettente, con navi storiche in legno pronte per un evento che inizierà martedì, anche se probabilmente non ci tratterremo abbastanza per assistervi. Domani esploreremo il porto alla luce del giorno.

Ma la lezione è appresa: il parcheggio è più di un pezzo di asfalto; è la differenza tra il sonno e l’insonnia. Se l’ansia dovesse tornare a bussare, alzeremo i tacchi e ce ne andremo, seguendo il nostro istinto.

Continua il viaggio: ci vediamo domani alle 17:00 per una nuova puntata dal titolo:
 "Cap d’Agde: tra vento e infiltrazioni"

Commenti

Post popolari in questo blog

dal 28.09.2024 al 01.10.2024 PORTO VIVE

Porto , o Oporto , una delle città più antiche del Portogallo, iniziò come un piccolo villaggio celtico alla foce del fiume Douro . I Romani la trasformarono in un porto commerciale di rilievo, da cui deriva il nome del Portogallo. Conosciuta anche come “ la città invitta ”, perché non è mai stata sconfitta militarmente. Attraversiamo Vila Nova de Gaia , una cittadina situata sulla riva meridionale del fiume Douro, proprio di fronte al centro storico di Porto, verso cui siamo diretti. Arriviamo al Ponte Dom Luis I , il simbolo iconico della città. Progettato da un allievo di Eiffel, richiama il suo stile. Ha due livelli: quello superiore per pedoni e metropolitana, quello inferiore per le macchine. Intorno a noi, una folla inaspettata per questa stagione. Sul ponte, osserviamo il panorama. Da un lato Porto, con il quartiere Ribeira , dall’altro le famose cantine del vino più rinomato del Portogallo. Attraversare quel ponte è complicato. Gente ovunque, che si ferma all’improvviso pe...

22/04/2024 "IL BATTITO DELLO SFINTERE"

 22/04/24 Una notte che vale la pena raccontare, ma solo per il piacere sadico di rivivere il disastro . Il buio pesto, interrotto solo dai lampi di un temporale furioso . Il vento ululava, la pioggia martellava come proiettili sulla carrozzeria, e poi un boato. Mi sveglio dal sonno profondo, perso, con gli occhi sbarrati, il corpo paralizzato, in balia degli eventi. Un cervello troppo fritto per elaborare la furia del cielo che si scaglia contro la nostra dimora, impotente, per un tempo che sembra non finire mai. Poi il silenzio, i sensi annebbiati; sto per cadere nel REM , gli occhi si chiudono, sperando di scivolare nei sogni. Ma un altro suono mi trascina indietro. È indescrivibile, ma è un suono che non puoi ignorare, come la moka che annuncia il caffè, come il cellulare che vibra su un tavolo, come le campane che battono l'ora. Ma la vera domanda è: che rumore fa la merda che esce? L'immagine che mi viene è quella della panna spray, qualcosa che esce sibilando. Non c...

8-9\04\2024 IL MISTERO DEL NASTRO AMERICANO:GENERAZIONI A CONFRONTO

8 aprile 2024   Svegliati all’alba, senza la benedizione della caffeina, ci siamo trascinati alla ferreteria per accaparrarci quel maledetto aggeggio,il regolatore di pressione per la bombola di gas.Eravamo lì, i primi sventurati, quasi a inaugurare il loro grigiore quotidiano. Poi, un assalto al discount per una spesa che avrebbe sfamato un reggimento, tranne il disgraziato Axel, il cui pasto sacro era un miraggio sugli scaffali. Ritornati al nostro angolo di asfalto, abbiamo armeggiato con una riduzione e una pinza a pappagallo per poter collegare il regolatore, un prestito del vicino di camper. I vecchi sono così, ti guardano fare, e se non sei veloce come un lampo, ti saltano addosso. Mi ha strappato la pinza dalle mani, l’ha regolata e fissata,se n'è andato con il nostro ringraziamento sospeso nell'aria Dopo aver verificato che il gas non ci avrebbe fatto saltare in aria,, ci siamo concessi una colazione degna di questo nome. E poi, il delirio del gioco. Siamo tornati parg...