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5-05-24 IL PALADINO DEGLI ESCREMENTI

Questa mattina, svegliarsi presto è stato complicato. L’idea? Portare Axel fuori, fargli annusare l’odore del mondo che marcisce e poi “abbandonarlo” nel camper. Chiediamo solo un paio d’ore di libertà per crogiolarci al sole come pesci fuor d’acqua, mentre leggiamo un libro. La spiaggia, con il suo divieto “no gossos”, era lì a sfidare il nostro spirito ribelle. Tutti intorno sembravano ignorare le regole, come se fossero solo decorazioni su un muro che cade a pezzi.

ti incitano a prendere un cane, poi ti sommergono di divieti. Ma alla fine, chi se ne importa? Il buon senso dovrebbe trionfare, no? Evita le ore di punta e nessuno si lamenterà di un cane che corre sulla spiaggia. O almeno così credevamo.
Camminando sul lungomare, la tragedia si è consumata: Chiara, scalza, e Axel, che saltellava felice sul bagnasciuga, erano ignari del dramma che si stava per scatenare. La spiaggia era popolata da tre cristiani, tra cui un tizio che ci osservava con occhi da giudice dell’apocalisse, ma lo ignoravamo.
Poi, Axel decide di fare quello che fa meglio: lasciare il suo segno indelebile nel mondo, proprio lì, sulla spiaggia immacolata. Chiara lo trascina verso la sabbia, ma una pallina di cacca traditrice decide di intraprendere un viaggio epico verso l’oceano. Ci lanciamo in un disperato tentativo di salvataggio, ma è troppo tardi. La pallina è sparita, inghiottita dal mare, e il tizio in lontananza ci guarda come fossimo i peggiori criminali della storia.
L’arma del delitto è sparita, e noi non siamo mica dei cercatori di tesori. Così, decidiamo di ritirarci. Ma ecco che arriva lui, il paladino della moralità, con gli occhi pieni di fuoco e una lingua tagliente come una lama. Ci urla contro, minacciando di chiamare le forze dell’ordine. Come se non avesse visto che era stato un incidente, come se non avesse visto gli altri cani liberi sulla spiaggia.
Il mondo è una farsa: fai mille cose buone e sei invisibile, ma sbaglia una volta e diventi il bersaglio di tutti. Almeno, questo era l’obiettivo del signore, che urlava al vento davanti all’indifferenza degli altri bagnanti. E a dire il vero, l’unica cosa che mi ha fatto incazzare di tutta questa storia è stata la sceneggiata.
Dopo aver ingoiato l’amaro boccone dell’ingiustizia, abbiamo lasciato Axel nel camper e ci siamo concessi un paio d’ore di pace sulla spiaggia. Al ritorno, un’altra passeggiata con il piccolo mostro, stavolta in direzione opposta, tra case, ristoranti, il porto e un parco che sembrava un campo di battaglia dopo una grigliata collettiva. Olè!
Lo rifaremo? Sì! La spiaggia appartiene a tutti, e il buonsenso guida le nostre azioni. Ricorda: se caga, raccogli sempre, a meno che non prenda il largo!

 Il viaggio continua, ci vediamo domani alle 17 per un'altra puntata dal titolo: "COLTIVA SOGNI, NON SOLO PATATE"

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