Passa ai contenuti principali

9\05\2024 RINCORRENDO IL PROPANO

La giornata inizia con il rituale sacro della colazione, un’ode al silenzio e ai sapori che esplodono in bocca, mentre le notizie del giorno scorrono come un fiume di fango. Politica, disastri, guerre: tutto va giù con il caffè, tranne la cronaca, quella la lasciamo agli altri.

Stavo per preparare la moka, il carburante della giornata, l’unica droga che mi rimane, ma il gas ha deciso di abbandonarci, proprio nel momento clou. La fiamma lentamente si spegne e muore, come le nostre speranze. “Tre settimane esatte dall’ultima ricarica,” penso tra me e me, mentre chiudevo la valvola del gas. Abbiamo bisogno di rifornirci, quindi partiamo alla ricerca del propano in un benzinaio Repsol.

Dovrebbe essere facile, ma non oggi. Sette stazioni di servizio girate prima di trovare una che vende bombole di propano. Il motivo? Il butano regna, il propano è per i perdenti. E proprio oggi tutti aspettano il rifornimento, quindi scorte al lumicino.

Dopo ore , ce la facciamo. E siccome siamo già in giro a far niente, decidiamo di fare anche le operazioni di carico e scarico. Complimenti a chi ha pensato questa soluzione geniale: un’area di servizio a ridosso di una rotonda, dove gli automobilisti ti urlano contro perché hanno la vita più frenetica della tua.

Torniamo al nostro parcheggio, che ormai chiamiamo casa, e ci piazziamo accanto al nostro amico argentino. Il resto della giornata lo passiamo al parco, leggendo. Chiara si butta su Dostoevskij ed io leggo “Il Mondo Nuovo,” che dipinge un futuro distopico: in un mondo globalizzato, tutto sembra perfetto, dalla tecnologia alla produzione di beni, alla felicità perpetua e al consumo incessante. Ma questa felicità ha un costo: la privazione della libertà individuale. I personaggi vivono in un mondo senza famiglia, senza amore romantico, senza religione o cultura tradizionale. Le relazioni sono forzate, e l’amore è scoraggiato. La gestazione dei feti al di fuori del corpo umano è pratica comune, e il consenso sociale è assoluto. Più che un semplice romanzo, sembra un monito per l’umanità attuale.

Axel è rimasto accanto a noi tranquillo per tutto il tempo, trasformandosi in un roditore e apprezzando il nostro regalo di legno.

Il parco intorno a noi è un circo. Corsi all’aperto ovunque, gente che si arrampica su strutture per bambini vestiti come supereroi da Decathlon, gruppi che si allenano con le fruste, funamboli, yoga, pilates, crossfit. E poi la zumba, con un centinaio di persone che ballano su un palco di cemento.

Ci sono anche quelli con i Kangoo Jumps, pattini con molle sotto, boxe, arti marziali, ragazze che danzano sospese in aria. E giocolieri. Noi li guardiamo e ci assale la voglia di far parte di quel mondo, così lasciamo tutto nel camper per unirci alla massa, correndo. Calcoliamo i nostri tempi perché c’è una gara di 7 km in arrivo, e pensiamo di partecipare. Perché no?

La sera, facciamo un giro nel centro di Mislata, dove ci imbattiamo in una processione di zombie che trasportano una statua di qualche santo. E poi la decisione di andare alla corrida. Sì, andremo all’inferno per questo. Gli spagnoli sono contro, ma il turismo e le tradizioni tengono in vita queste barbarie. Andiamo senza pregiudizi e con le parole di Hemingway in testa:

 “La corrida non è una gara o un tentativo di gara tra un toro e un uomo. È piuttosto una tragedia; la morte del toro, che è recitata, più o meno bene, dal toro e dall’uomo insieme e in cui c’è pericolo per l’uomo ma morte sicura per l’animale.”

Commenti

Post popolari in questo blog

dal 28.09.2024 al 01.10.2024 PORTO VIVE

Porto , o Oporto , una delle città più antiche del Portogallo, iniziò come un piccolo villaggio celtico alla foce del fiume Douro . I Romani la trasformarono in un porto commerciale di rilievo, da cui deriva il nome del Portogallo. Conosciuta anche come “ la città invitta ”, perché non è mai stata sconfitta militarmente. Attraversiamo Vila Nova de Gaia , una cittadina situata sulla riva meridionale del fiume Douro, proprio di fronte al centro storico di Porto, verso cui siamo diretti. Arriviamo al Ponte Dom Luis I , il simbolo iconico della città. Progettato da un allievo di Eiffel, richiama il suo stile. Ha due livelli: quello superiore per pedoni e metropolitana, quello inferiore per le macchine. Intorno a noi, una folla inaspettata per questa stagione. Sul ponte, osserviamo il panorama. Da un lato Porto, con il quartiere Ribeira , dall’altro le famose cantine del vino più rinomato del Portogallo. Attraversare quel ponte è complicato. Gente ovunque, che si ferma all’improvviso pe...

8-9\04\2024 IL MISTERO DEL NASTRO AMERICANO:GENERAZIONI A CONFRONTO

8 aprile 2024   Svegliati all’alba, senza la benedizione della caffeina, ci siamo trascinati alla ferreteria per accaparrarci quel maledetto aggeggio,il regolatore di pressione per la bombola di gas.Eravamo lì, i primi sventurati, quasi a inaugurare il loro grigiore quotidiano. Poi, un assalto al discount per una spesa che avrebbe sfamato un reggimento, tranne il disgraziato Axel, il cui pasto sacro era un miraggio sugli scaffali. Ritornati al nostro angolo di asfalto, abbiamo armeggiato con una riduzione e una pinza a pappagallo per poter collegare il regolatore, un prestito del vicino di camper. I vecchi sono così, ti guardano fare, e se non sei veloce come un lampo, ti saltano addosso. Mi ha strappato la pinza dalle mani, l’ha regolata e fissata,se n'è andato con il nostro ringraziamento sospeso nell'aria Dopo aver verificato che il gas non ci avrebbe fatto saltare in aria,, ci siamo concessi una colazione degna di questo nome. E poi, il delirio del gioco. Siamo tornati parg...

23/04/2024 IL SANGUE DEL DRAGO: TRA STORIA E LEGGENDA A TARRAGONA

Svegliarsi all’alba è roba da uccelli e pazzi, ma eccoci qui, diretti verso Tarragona, o Tarracò  per gli antichi romani. Una delle città più importanti della Spagna romana , dicono. Troviamo un parcheggio desolato,  in mezzo a un deserto di cemento  e palazzoni, m a a cinque minuti dal mare. La città? Quella è a quaranta minuti a piedi, percorribili tramite la Via Augusta o tramite la litoranea . Il tour della città è un viaggio infinito attraverso un lungomare che sembra non finire mai. Poi, l’ anfiteatro romano , affacciato sul mare, ci sorprende per la sua bellezza: poteva ospitare fino a 14.000 spettatori per giochi , combattimenti tra gladiatori e spettacoli teatrali . La salita verso la città alta è un viaggio verticale su una passerella che sfida la gravità, cioè un ascensore. Per il piccolo Axel è una nuova esperienza che, miracolosamente, non lo ha traumatizzato. Che coraggio. Costruita sulle colline, la città ci accoglie con la sua Rambla Nueva , un nastro ...